Acquae Ductus Bergomensis: l'itinerario dell'acqua

Chi meglio di Uniacque può raccontare la storia sotterranea dell’acqua – grazie alla preziosa ed indispensabile collaborazione dei Gruppi speleo “Le Nottole” e dell’Associazione “Sebynica” - in un sito prestigioso come l’incantevole cornice di Città Alta?

Fin dai tempi delle Civiltà più antiche, i Sumeri ad esempio, la risorsa idrica ha sempre rappresentato uno dei problemi fondamentali per la costituzione di città, l’avviamento di attività agricole e lo sviluppo dei commerci e delle lavorazioni artigianali.
In buona sostanza: prelevare, trasportare e distribuire acqua al territorio circostante. Un’attività ingegneristica e architettonica nella quale, addirittura alcuni millenni dopo, eccelsero i Romani.

L'ACQUEDOTTO MAGISTRALE
L’Acquedotto Magistrale era l’antico sistema di distribuzione idrica in Città Alta. Sicuramente attivo nel XII secolo, questo sistema raccoglieva l’acqua dall’Acquedotto dei Vasi e dall’Acquedotto di Sudorno esterni alle mura della Città e la distribuiva a fontane e cisterne per uso pubblico ed alle abitazioni private con diritto di prelievo. Elementi fondamentali dell’Acquedotto Magistrale erano i tre partitori che distribuivano l’acqua dal condotto principale verso i punti di prelievo. Tutte queste strutture sono state in funzione, in Città Alta, sino ai primissimi anni del 1900.


L’Itinerario dell’acqua si sviluppa su un tratto di strade e viuzze di circa 3 km, interamente intra moenia, ovvero entro le spettacolari seicentesche Mura Veneziane (dal 2017 l’Unesco le ha dichiarate Patrimonio dell’Umanità).
Il tempo di percorrenza medio – calcolato, come si conviene, su un passo più “turistico”, su chi indugia doverosamente sulle bellezze storico/artistiche e architettoniche – è di circa 2 ore.

IL PERCORSO
L’itinerario parte da Colle Aperto e termina al Serbatoio di Sant’Agostino, presso una delle più famose e frequentate Porte di accesso a Città Alta. Un itinerario – Aquae Ductus Bergomensis – che prenderà per mano l’ospite guidandolo attraverso epoche storiche diverse, dove l’evoluzione artistica, architettonica e ingegneristica del complesso acquedottistico si manifesta in tutta la sua lungimiranza. Sono 15 le tappe identificative del nostro Giro all’interno delle Mura: cisterne, fontane, lo storico lavatoio di via Mario Lupo e altri siti cosiddetti minori, ma di valenza strategica per soddisfare la grande sete di Bergomum.

Ulteriori informazioni, oltre a una mappa dell'itinerario con audioguida gratuita, sono reperibili sul sito internet www.itinerariodellacqua.it.

Visite guidate a sorgenti e impianti

Consapevole che coinvolgere i bambini fin dalla scuola dell’infanzia significa gettare le basi per un domani sostenibile, UniAcque vuole dare il proprio contributo aprendo i suoi impianti – pozzi, acquedotti, depuratori - alle visite scolastiche.

Portare l’acqua in classe e accompagnare gli alunni sui diversi impianti legati alla gestione del servizio idrico integrato ha tre obiettivi principali:

  • far conoscere il ciclo di depurazione delle acque grazie alla visita in loco supportata da esperti;
  • promuovere la consapevolezza del valore dell’acqua come risorsa e diritto;
  • facilitare il dialogo con personale qualificato per un confronto sul tema della tutela dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.

L’occasione che UniAcque intende offrire agli studenti della provincia di Bergamo e ai loro insegnanti è quella di un approfondimento sul tema dell’acqua strutturato in percorsi diversificati a seconda dell’età dei ragazzi e alla loro preparazione didattica. Ogni percorso cerca di dare spazio a contenuti teorici e informativi, oltre che ad una parte pratica in cui i ragazzi hanno l’opportunità di visitare un impianto, sia esso acquedotto, bacino o depuratore delle acque reflue.

Le visite agli impianti sono pensate per la scuola primaria, per le scuole medie e per gli istituti superiori.

Teoria e pratica si integrano: un primo momento sarà dedicato all'acqua come risorsa e come diritto, al suo valore e al suo utilizzo nella quotidianità; il secondo step condurrà i ragazzi nel vivo, facendo loro vedere l’impianto prima conosciuto in linea teorica.

Gli impianti visitabili saranno definiti di volta in volta e saranno scelti in accordo con gli insegnanti e con i nostri responsabili, a seconda delle esigenze didattiche, della logistica e della sicurezza.

Se l’impianto dispone di una sala attrezzata, la parte teorica potrà essere sviluppata direttamente sul luogo, anche con l'aiuto di una presentazione in powerpoint che integra parole, immagini, grafici, musica.

UniAcque dà comunque la propria disponibilità ad un eventuale intervento in classe, qualora le strutture o le condizioni meteo non consentissero la spiegazione direttamente sull’impianto.

UniAcque invita i ragazzi a sviluppare, se interessati, gli aspetti che più li hanno colpiti nella forma espressiva desiderata: poesia, racconto, disegno, musica, collage (…) e a condividere le loro opere con l’azienda. In questo modo, il materiale raccolto potrebbe andare a costituire una galleria virtuale di lavori da visitare e commentare sul web.

Inoltre, l’azienda chiede agli insegnanti un riscontro sulla visita, per poter fare un bilancio dell’attività e poter apportare eventuali migliorie.